DIRITTO ALLO STUDIO
Note generali sul Diritto allo Studio

Molti degli studenti che hanno in passato conosciuto l’Opera Universitaria, oggi ERSU, conoscono già il significato di questa espressione. Molti altri, e non soltanto tra gli studenti che si iscrivono per la prima volta all’Università, non solo non ne conoscono il significato ma ne ignorano addirittura l’esistenza.
Eppure si tratta di uno dei diritti essenziali su cui si fonda lo stato italiano, tanto da essere contemplato nella Costituzione italiana, che all’art. 34 recita:
" ....i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi......"
Si tratta, in altri termini, di assicurare, a chi parte da condizioni economiche meno favorevoli, strumenti che rimuovano o riducano tali condizioni e gli consentano di conseguire i titoli di studio universitari.
Per ottenere questo risultato occorre naturalmente predisporre gli strumenti adeguati.
Questi si possono dividere in tre categorie: i benefici monetari (ad esempio le Borse di studio), i servizi propriamente detti (alloggi, ristorazione) e i servizi culturali (ovvero iniziative che tendono alla promozione delle varie forme di attività sociali, di intrattenimento, nonché artistiche).
Le prime due sono categorie di benefici cui si accede attraverso concorso, l’ultima generalmente è accessibile a tutti gli studenti.
Per realizzare questo obiettivo é naturalmente necessario stabilire alcuni criteri. La base per la selezione é data proprio dal dettato costituzionale: ovvero vengono presi in considerazione la situazione economica e l’impegno negli studi da parte dello studente. Attraverso un concorso pubblico vengono poi attribuiti i benefici sulla base di graduatorie che tengono conto di questi due elementi.

Gli enti per il Diritto allo Studio

Ma, in definitiva, chi si occupa di fornire questi servizi? La risposta é: gli Enti per il Diritto allo studio. Ovvero NON le Università (tranne che in speciali casi).
In effetti, gli studenti hanno due punti di riferimento per quel che riguarda la loro vita accademica: da un lato l’Università in quanto luogo di studio, dall’altro questi Enti che invece si occupano di servizi per essi predisposti. Una seconda differenza concerne il lato amministrativo e cioè il fatto che le due istituzioni, pur essendo strettamente collegate, sono indipendenti. L’Università fa capo al Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR), gli Enti per il Diritto allo studio fanno capo ad amministrazioni locali (le amministrazioni comunali o regionali ma anche quelle provinciali). Questo comporta che non vi é una correlazione diretta tra le pratiche amministrative svolte dallo studente per l’Università e quelle per l’Ente di Diritto allo studio. Nel senso che iscriversi all’Università non equivale affatto a richiedere contemporaneamente
una borsa di studio ma, al contrario, vanno presentate domande distinte rivolte ad uffici distinti.

Alcuni cambiamenti introdotti dalla riforma universitaria


L’introduzione, a partire dall'anno accademico 2001-2002, delle Classi di Laurea e dei Crediti Formativi universitari non é stata una novità di poco conto.
Nondimeno alcuni importanti cambiamenti sono stati introdotti anche nella materia del Diritto allo Studio.
Un primo elemento da segnalare é che i benefici essenziali (quindi le Borse di studio, i servizi di ristorazione e quelli abitativi) sono stati estesi anche agli studenti che frequentano Corsi di Dottorato, Scuole di specializzazione (a condizione di non avere già Borse di studio specifiche assegnate dall’Università), Conservatori e Accademie di Belle Arti.
Inoltre, é stata introdotta la possibilità per chi consegue la Laurea o la Laurea specialistica entro la durata prevista del proprio corso, di ottenere un premio: una integrazione alla borsa di studio del 50%.
Si tratta di un elemento che tende a spingere gli studenti verso il conseguimento del titolo nel più breve tempo possibile.
Una novità assoluta, per quel che riguarda i requisiti per partecipare al concorso, é data dal cosiddetto Bonus.
Di che cosa si tratta? Nella sua filosofia é uno strumento che tende a mantenere la continuità nel percepimento dei servizi anche quando, per varie ragioni, mancano i requisiti del merito. In pratica, il Bonus é un "monte" di crediti virtuali che viene attribuito allo studente che può servirsene durante la sua carriera universitaria sfruttandolo (con oculatezza, si capisce) in modo da mantenere la possibilità di ottenere la Borsa di Studio anche se manca qualche CFU effettivamente sostenuto. Naturalmente il bonus ha un numero di crediti limitato ed é per questo che va usato con la dovuta attenzione. Il numero di crediti "virtuali" disponibili e i criteri per il loro utilizzo sono i seguenti:
- 5 crediti se il bonus viene utilizzato per la prima volta per il conseguimento dei benefici per il secondo anno accademico;
- 12 crediti se viene utilizzato per la prima volta per il conseguimento di benefici per il terzo anno accademico;
- 15 crediti se viene utilizzato per la prima volta per il conseguimento di benefici per gli anni accademici successivi.
I bonus possono essere utilizzati una sola volta e non sono cumulabili. Ad esempio se lo studente sceglie di utilizzare solo due dei cinque bonus disponibili per il secondo anno, potrà utilizzare i restanti tre negli anni successivi. Non potrà quindi utilizzare né i dodici bonus a disposizione per il terzo anno né i quindici per gli anni successivi.
Questa opportunità non é però fruibile da quanti provengono da vecchi ordinamenti.