Inaugurazione della
Residenza Universitaria Schiavuzzo
Palermo, 22 aprile 2009
Da Convento a Casa
dello studente
Torna a splendere lo Schiavuzzo
D opo
quasi 40 anni di abbandono torna a splendere lo Schiavuzzo, ex
convento prima, e sede dell’istituto di arte dopo, oggi
trasformato in accogliente residenza universitaria. Frutto del
protocollo d’intesa stipulato dall’ERSU, l’Università
di Palermo, l’Istituto Autonomo Case Popolari e
l’amministrazione comunale, lo Schiavuzzo è il fiore
all’occhiello dell’ERSU dell'università
palermitana, grazie all’eleganza della struttura e alla
comodità degli spazi.
Lo
stabile è articolato su due piani che si affacciano su un
ampio cortile interno adornato da alberi e fiori e arricchito da
storici affreschi dipinti su parte delle pareti. Sono presenti camere
singole e doppie, entrambe dotate di servizi igienici all’interno,
telefono, cavo tv e collegamento a internet. La dimensione delle
stanze è più grande rispetto agli standard delle altre
residenze e gli arredi interni sono in legno massello e comprendono,
oltre a letto, armadio e scrivania, una libreria bassa versatile
nell’uso. Gli studenti hanno inoltre a disposizione diverse
stanze comuni (di cui alcune ancora in via di allestimento) adibite a
sala televisione, stanza da pranzo con angolo cottura, due sale
studio, biblioteca e un ampio terrazzo panoramico. La struttura è
ubicata nell’omonima via, nei pressi di Piazza Rivoluzione, nel
cuore del centro storico, zona che, grazie alla presenza degli
studenti, verrà sicuramente rivalutata, come è già
successo con l’apertura della Casa del Goliardo in Piazza
Marina, oggi meta di turisti.
La ristrutturazione
La storia
dell’apertura dello Schiavuzzo è lunga 5 anni.
Responsabile del progetto è Monica d’Agostino,
architetto dell’Istituto Autonomo Case Popolari, alla quale
sono stati affidati i lavori di ristrutturazione. I primi interventi
sono stati effettuati nel 2000, ma furono interrotti poco tempo dopo
a causa di un ricorso amministrativo portato avanti da una ditta
concorrente. Ripresi l’anno successivo, i lavori di
ricostruzione sono terminati nel 2006, quando la struttura è
stata consegnata all’ERSU. Con il processo di recupero si è
cercato di mantenere inalterata la bellezza architettonica originale,
adattandone la struttura alle esigenze del suo nuovo uso. Ed è
grazie a quest’intervento che lo stabile originario non è
stato trasformato nelle sue componenti estetiche principali, ma ha
mantenuto tutto il fascino del suo trascorso. Sono ancora presenti,
infatti, degli affreschi, risalenti al periodo in cui lo stabile era
sede dell’Istituto di Arte della città, e la chiesa
(oggi proprietà del comune) che i primi proprietari fecero
costruire nel lontano 1590 in onore alla Madonna delle Grazie. Come
esito di tale politica lo Schiavuzzo è oggi un’agevole
struttura moderna immersa in un passato ancora presente.
La storia
Lo
Schiavuzzo è fra le residenze universitarie palermitane quella
più antica e ricca di storia.
La sua
costruzione risale al 1590 quando, per volere di una nobile famiglia
palermitana, i Vernagallo, un comprensorio di case di loro proprietà
venne trasformato in chiesa, dedicata poi alla Madonna delle Grazie.
Nel 1623
il barone di Santa Venera dispose l’edificazione di un
monastero, assegnato per i 33 anni successivi ai Carmelitani. In
seguito la struttura passò nelle mani delle suore del
Conservatorio delle Donne Riparate, grazie alle quali il convento
venne ingrandito e abbellito con decorazioni lungo le pareti e nella
volta. L’elegante aspetto dello stabile attuale è opera
del loro intervento. Con la soppressione degli ordini religiosi del
1866 si ebbe il passaggio alla proprietà demaniale.
La
struttura subì profondi cambiamenti: vennero modificate le
finestre, furono annesse le fabbriche adiacenti e venne edificato un
nuovo edificio di un piano destinato a laboratorio di pittura.
Il 16
settembre del 1926 lo Schiavuzzo divenne la sede ufficiale della
Scuola d’Arte Autonoma, il cui scopo era quello di creare una
classe di artigiani e di capi di industrie artistiche ben preparati
nell’Arte e nella tecnica.
L’antica
storia dello Schiavuzzo s’interrompe con il terremoto del 1968,
che rese orfano l’istituto, ma ricomincia oggi con gli studenti
dell’Università degli Studi di Palermo.
I numeri del pensionato
universitario
-
Superficie totale 3970 metri quadrati
- 2520
metri quadrati per gli spazi interni
- 1450
metri quadrati per gli spazi esterni
- Ospita
71 studenti in stanze singole e doppie
- Camera
più piccola 13,80 metri quadrati
- Camera
più grande 52 metri quadrati
- Stanza
comune più grande 120 metri quadrati
- Stanza
comune più piccola 42 metri quadrati

Parla il presidente dell'ERSU
Palermo, Antonino Bono
<<L’apertura
dello Schiavuzzo ha 2 significati principali: innanzitutto il
ripristino di una struttura da utilizzare come residenza
universitaria che amplifica la disponibilità di posti letto
per gli studenti fuorisede di Palermo.
Lo
Schiavuzzo ha poi un’importanza culturale per il fatto che tale
struttura è sita nel centro storico, in una realtà che
è ancora degradata. La presenza della popolazione studentesca
riuscirà sicuramente a rivitalizzare la zona.
A breve,
poi, noi apriremo altre due residenze in quell’area: l’Hotel
Patria e Santissima Nunziata, alle quali si aggiunge l’ala
dell’ex Casa del Goliardo che dà su Piazza Marina.
Edifici che porteranno nel centro storico circa 250 studenti,
favorendo l’economia del territorio.
Dopo i
Biscottari e Casa del Goliardo, lo Schiavuzzo rappresenta un altro
punto di arrivo di un progetto che l’ERSU, sotto la mia
Presidenza, ha iniziato nel 96, quando casualmente scoprimmo che
erano depositati presso la regione 150 miliardi di lire da destinare
agli atenei siciliani, fermi dal 1989. Mentre Catania e Messina
decisero di utilizzare tali fondi per la creazione dal nuovo di
strutture, che poi non sono mai partite, con i 60 miliardi del
vecchio conio spettanti al nostro ateneo, Palermo ha fatto la scelta
di destinarli al ripristino del centro storico.
Operazione
lungimirante perché ha rinforzato l’asse che va da via
Maqueda (sede della facoltà di giurisprudenza e scienze
politiche) a via Archirafi (dove è sita la facoltà di
Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali).
Ma non ci
fermeremo qui, anticipo, infatti, che l’apertura di un’altra
sede è prevista in Via Bonello, nei pressi dell’Accademia
delle Berte Arti. Il progetto di valutazione è in itinere.>>
Intervista al direttore
dell'ERSU Palermo, Aldo de Franchis
Gentile direttore, dopo quasi 5
anni di lavori di ristrutturazione, giorno 22 aprile, sarà
inaugurata la residenza universitaria dello Schiavuzzo, è
soddisfatto del risultato raggiunto?
Lo
Schiavuzzo se non è la più bella, è sicuramente
la più affascinante fra le residenze universitarie che l’ERSU
gestisce.Temevamo si dovesse aspettare ancora per l’apertura,
ma grazie all’impegno di molte persone - che in più casi
sono andate oltre le proprie mansioni - siamo riusciti a chiudere
il cerchio e a disporre oggi di una nuova struttura già
funzionante.

L’inaugurazione
della residenza è stata programmata solo dopo l’apertura
della stessa agli studenti, come mai?
Sì,
lo Schiavuzzo verrà inaugurato con gli studenti dentro, ma
non a caso. Lo abbiamo voluto al fine di accelerare l’operazione
di apertura a tutti gli effetti.
Cosa è
previsto per il giorno dell’inaugurazione?
Se la
città ci regala una bella giornata di sole la cerimonia di
inaugurazione si terrà all’aperto nel giardino più
grande dello stabile, in caso contrario usufruiremo di una delle
ampie sale comuni o dei corridoi al di sotto del colonnato. Ad
allietare la celebrazione ci sarà poi il coro universitario
diretto dal maestro Pietro Gizzi.
Quali
sono i pregi dello Schiavuzzo? E i servizi offerti?
Lo
Schiavuzzo è una fra le residenze universitarie più
comode per gli studenti. Le stanze sono tutte altamente vivibili
poiché le singole misurano circa 20 mq, mentre le doppie
arrivano fino a 35/40 mq, in particolare nel corpo basso dello
stabile.
Sono
presenti una sala Tv, una sala lettura e un salone al piano superiore
che diventerà una biblioteca. Ogni stanza è dotata di
servizi igienici personali, telefono, cavo tv e collegamento a
internet. Prima della riapertura di settembre sarà, inoltre,
completata la sala da pranzo con la realizzazione di una cucina
comune.
Oltre
agli spazi interni, lo Schiavuzzo ha due giardini che ben si
prestano a manifestazioni all’aperto e un ampio terrazzo
utilizzabile dagli studenti per attività di vario genere.
Considerata
la grandezza di alcune camere, è previsto un angolo
foresteria?
In realtà
con l’apertura della parte della Casa del Goliardo che dà
sulla piazza – che verrà consegnata entro l’estate
– agli 11/12 posti letto destinati a foresteria già
presenti in tale residenza, se ne aggiungeranno altri 35 circa.
Tuttavia anche allo Schiavuzzo, probabilmente, si riusciranno a
ricavare 10 posti letto da dedicare alla foresteria. |