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Middle Yeast. Memoria della Shoah PDF Stampa E-mail
Giovedì 24 Marzo 2011 20:49
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Il 27 gennaio scorso, in occasione della Giornata della Memoria, è stata inaugurata a Palermo, presso Palazzo Sant’Elia, Middle Yeast, una mostra che raccoglie 120 opere di 21 artisti di origine israeliana, curata da Daniela Brignone e promossa dalla Provincia regionale di Palermo, con la collaborazione dell’Ambasciata d’Israele a Roma e dall’UCEI (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane).

L’esposizione, aperta fino al 5 marzo 2011, ha lo scopo di gettare una luce sui nuovi linguaggi artistici sviluppatisi negli ultimi anni e di evidenziare i fermenti culturali nati da una condizione sociale e politica che ha segnato il popolo israeliano, rendendo tuttavia Tel Aviv uno dei centri culturali più interessanti a livello internazionale.
La mostra presenta due percorsi, che idealmente possono essere definiti della “memoria” e della “speranza” e che accolgono opere di artisti che possono vantare presenze presso i più importanti musei internazionali, oltre a collaborazioni di prestigio, e che spaziano dalla pittura alla scultura, alle installazioni, ai video.

Da un lato un percorso caratterizzato da morte, crudeltà e crudezza, dove è possibile ammirare, tra le altre, le opere di Uri Lifshitz, intenso e magnetico, Igor Cherchenko, malinconico e a tratti lugubre, Mira Maylor, le cui sculture in vetro e pelle trasmettono un senso di profonda nostalgia, e che si conclude con la stanza delle “vite interrotte” in cui il dolore per l’olocausto tocca l’apice con le strazianti figure prive di identità di Miri Laevee e l’umanità contorta di Harold Rubin.
Dall’altro lato, invece, un percorso che celebra la vita e la rinascita, qui i colori esplodono, le forme si allungano e le linee severe diventano curve e spirali, che richiamano la tensione verso il cambiamento, ma senza cadere nell’oblio della ragione.
Una celebrazione della speranza e di una vita nuova tra le opere di David Gerstein, che celebra il movimento e la modernità con colori accesi e giochi di luce, Orna Ben Shoshan, tra surrealismo e critica sociale, e i racconti di vita vissuta delle foto di in bianco e nero di Boaz lanir.

Middle Yeast offre un’occasione di riflessione sulle nefandezze del passato e illumina la strada sull’avvenire dei popoli di qualunque cultura.
Un momento di incontro che apre le porte verso la condivisione, nella direzione di una crescita auspicabile, anzi, necessaria, che rappresenta la strada maestra che dovrebbe orientare e guidare un processo di integrazione e comprensione che troppe volte è rimasto soltanto nelle intenzioni. Senza trasformarsi in quell’anelito di cui l’umanità necessita e di cui siamo, quasi disperatamente, alla ricerca.

Marcello Marinisi

 

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