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Per tre magnifiche serate al Teatro Gregotti di Palermo in Viale delle Scienze, dal 28 al 30 novembre, si sono alternati gli interventi di importanti personaggi di spicco impegnati nel panorama culturale palermitano; riuniti nel seminario organizzato dall’associazione Rum (Rete universitaria mediterranea) sul tema dell’omosessualità: “Diverso da chi? Il mondo gay: storia e diritti negati”. Durante gli incontri sono stati mostrati e descritti diversi punti di vista dal quale il tema è stato affrontato, conferendo ai partecipanti una visione a 360°. Nel primo incontro, al quale hanno partecipato il Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, Mario Giacomarra, il ricercatore di storia dell’arte moderna, Giovanni Melazzo, la professoressa Gabriella D’Agostino, docente di antropologia culturale e della professoressa Giovanna Bruno Sunseri, docente di storia greca; si sono discussi temi storici: dalla paideia alla pederastia nell’antica civiltà greca, e si è inseguita l’omosessualità e tutte le sue manifestazioni nell’opera artistica: dall’ambiguità concettuale di Leonardo Da Vinci, alla censurata mostra “vado retro: arte e omosessualità” di Vittorio Sgarbi.

Durante la seconda serata, si è analizzato l’argomento da un punto di vista giuridico. Si sono alternati gli interventi di Giuseppina Pisciotta membro dell’ Associazione Famiglie Arcobaleno, Giuseppa Palmeri docente di Istituzioni di diritto privato, Titti De Simone Presidente del Sicilia Queer Filmfest, Pino Apprendi Deputato regionale, Antonella Monastra Consigliere comunale e Luigi Carollo Associazione Articolo Tre. Non solo si è parlato di diritti negati e possibili soluzioni per quanto riguarda le coppie omosessuali, ma si è riflettuto, in primis, sulle discriminazioni ormai radicate nella società durante il corso della storia, ossia, quelle fra uomini e donne, e la lunga lotta per la parità dei sessi. «La differenza tra maschio e femmina è assolutamente abbagliante nell’ambiente lavorativo, - ha affermato Giuseppina Pisciotta - ad esempio, negli ospedali ogni donna è infermiera e ogni uomo è dottore. In questo percorso di conquiste, dove la strada da fare è ancora molta, si devono percorrere strade sempre più ingarbugliate, figuriamoci per il riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali. Per raggiungere degli obbiettivi, dunque, bisogna partire dalla singola iniziativa.
Ognuno di noi nell’ambito individuale deve portare avanti la sua piccola lotta. Conosco un motto: insisti e resisti, e se insisti e resisti, raggiungi e conquisti.» L’8 novembre, il consiglio comunale di Palermo, ha approvato la mozione trasversale rispetto agli schieramenti, che istituisce il registro delle unioni civili: “convivenze basate su vincoli affettivi che si protraggono da almeno un anno presso l’ufficio comunale competente, senza discriminazioni di razza, etnia, sesso, genere, handicap ed orientamento sessuale” si attende la votazione del ddl regionale in materia. A questo proposito, abbiamo potuto ascoltare l’intervento del Deputato Pino Apprendi: «Quando abbiamo pensato di presentare questo disegno di legge, lo ritenevamo come un normale riconoscimento del diritto delle coppie di fatto etero o omosessuali, una semplice affermazioni di principi importanti e basilari. La legge al momento è alla commissione di merito con un parere di maggioranza; tuttavia, dopo questa prima fase la procedura si è fermata anche per le pressioni ricevute soprattutto da parte della chiesa cattolica. A mio avviso, proprio in questo momento bisognerebbe mettere su un movimento di opinione diffuso che possa dare una spinta positiva all’approvazione di questo disegno di legge. La nostra iniziativa tratta solo il principio di un piccolo riconoscimento per le coppie di fatto. Si ricordi il caso di Rossana Podestà che ha ricevuto la negazione da parte dei medici alla richiesta d’assistere il suo compagno in punto di morte, poiché coppia di fatto.»
Durante la serata conclusiva, che ha visto come ospiti: Cirus Rinaldi docente di Sociologia giuridica, della devianza e mutamento sociale, Claudio Cappotto membro dell’Associazione Agedo e Francesco Paolo Catalano fotografo Sicilia Pride. Si sono affrontati temi inerenti all’identità sessuale, sia dal punto di vista genetico, fenotipico e sociale, alla difficoltà di includerli in categorie concrete e distinguibili l’una dalle altre, senza tener conto delle infinite sfumature che giocano e si mescolano fra di loro come ad esempio le drag queen, i transgender , o ancora, i fenomeni di ermafroditismo. «Ce la prendiamo con l’infibulazione ma il 4% della popolazione italiana ha un’esistenza intersessuale - ha spiegato Cirus Rinaldi - non ci preoccupiamo quando i bambini che nascono “affetti” da ciò che la medicina chiama disgenesia gonadica, vengono evirati e castrati perché questa è la soluzione individuata dal protocollo medico dominante, dove i medici hanno il potere di determinare il sesso di questi neonati. L’unico Stato al mondo che non permette un abominio del genere è la Colombia. La Corte Costituzionale colombiana ha decretato che i ragazzi e le ragazze intersessuate possono decidere al 18 esimo anno d’età la propria sessualità.
Io credo che aggiungeremo qualcosa di più significativo in qualunque discussione sulla diversità, se siamo consapevoli di non volere diventare strumenti di normalizzazione. Un importante sociologo, Weber, parlava di scelta: voi scegliete di essere dalla parte della soluzione oppure dalla parte del problema?» ha concluso Cirus Rinaldi.
Nel corso delle tre serate del seminario, alla fine di ogni discussione, sono stati proiettati film a tematica LGBT: “I ragazzi stanno bene” di Lisa Cholodenko, “Milk” di Gus Van Sant, vincitore di due premi oscar di e il delicato e disturbante “XXY” di Lucía Puenzo, vincitore del premio della Gran Giuria al Festival di Cannes nel 2007. Inoltre, le pareti del Teatro Gregotti hanno ospitato diverse esposizioni fotografiche che hanno fatto da perfetto sfondo alle conferenze, gli artisti coinvolti sono stati: Serena Case, Laia Pascual, Mari Pau Guzman, Paula Lopez, Marta Ojeda e Francesco Paolo Catalano.
Noemi De Lisi
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